Inestronzabilmente

Ludico esercizio di una mela divisa male
venerdì, 23 gennaio 2009

Vendetta

C’era anche uno specchio, non l’avevo notato, fino a quel momento non mi ero minimamente preoccupato di cosa ci fosse in quella stanza, ciò che guardavo e che mi entrava dentro era altro, e l’istante in cui ho incrociato quello specchio è stato lo stesso nel quale mi sono reso conto dello stato in cui ero ridotto.
Gli occhi iniettati di sangue facevano da capolino alla mia espressione feroce, la fronte era piegata in avanti, facendomi scoprire delle rughe d’espressione che non sapevo, fino a quel momento, neanche di avere, ero completamente sudato e il respiro affannato, il fiato corto erano riconoscibili dalle mie spalle che aritmicamente andavano su e giù a causa dei polmoni che cercavano di riempirsi di quanta più aria possibile, per poi, finalmente, stabilizzarsi.
Ero sporco, mi sentivo sporco, quando sudi succede sempre, come se i pori non buttassero fuori “acqua” ma qualche sostanza che, inevitabilmente, ti mette addosso quella sensazione di poca pulizia, preludio di una doccia ristoratrice; ma qui non c’erano docce in previsione, né bagni, né altro, c’erano solo le mie vene che pompavano ancora sangue all’impazzata, la prima era ben visibile, al lato del mio collo, piena e grossa come un tubo di plastica, la seconda era spaventosamente perfetta, posizionata al centro della fronte, dritta e forte quasi a voler dividere in modo uguale la fronte stessa, a guardarla bene la trovavo quasi eccitante, sicuramente intrigante.
Mi guardavo e mi maledicevo, più notavo dettagli più non mi piacevo, ed è una sensazione molto strana per chi vive quasi solo ed esclusivamente di essi, di quelle piccole cose che ti colpiscono, ti rapiscono e ti rendono, perché no, anche felice.
Fui distratto dalle sue mani, e solo allora mi accorsi che era ancora lì con me, seduta a terra, in una di quelle posizioni strane che solo la scomodità del contesto può farti assumere, non era in ginocchio e non era seduta, sembrava sospesa, sembrava non fosse neanche lì, i suoi occhi erano persi, quasi distanti, a momenti non li sentivo, in completa antitesi rispetto alla sua mano che avvertivo perfettamente toccarmi le gambe come a cercare una presenza, come a dire “Eccoti”, quasi un abbraccio, strano, devastante, quasi quanto la sua opulenta bellezza.
Eravamo in quella casa ospite di un suo amico, io non ero disposto a sacrificare quel poco tempo insieme che già sembrava molto più stretto di quanto in realtà fosse, ma mi lasciai convincere dalle sue parole, dall’eloquenza delle sue frasi piene di rispetto nei confronti di quella persona, e alla fine capitolai, pur sapendo che questo “amico” era stato anche, in passato, un suo corteggiatore e non aveva mai nascosto il forte ascendente che subiva al cospetto della mia signora, perché lei è così, affascinante, dolce e rude, forte, determinata e lasciva, tutto ed il contrario di tutto, io la adoro per questo, e per le sue gambe, per un suo sorriso, per il suo corpo e per la sua mente sarei stato, da sempre, disposto a spingermi oltre quello la soglia dell’immaginabile, almeno credevo o speravo di crederlo soltanto.
Ciò che avevo, però, ben chiaro in mente era l’assoluta falsità che quella persona mi trasmetteva, un modo di essere talmente viscido che mi si alterava la pressione sanguigna solo a sforzarmi di capire come potesse essere, una cosa così eloquente, non avvertibile dalla mia principessa, ma, alla fine, ripiegavo tutto nella consapevolezza della sua assoluta bontà che a volte la rendeva disarmata e sorpresa di fronte ad atteggiamenti che mai si sarebbe aspettata.
Così ci incamminammo, un’ora e mezzo di macchina nella quale parlammo poco, io non staccavo le mani da quelle gambe che, in privato ammiravo e squadravo con un occhio tutt’altro che dolce, come il resto del suo corpo, perfetto alla mia vista ed avido di desiderio rimanevo a godermi quel contatto.
Ci accolse stranamente sorridente, quasi beffardo e la cosa mi ha tirato su la soglia dell’attenzione, ma evidentemente non abbastanza, perché l’ultima cosa che ricordo è stata l’arrivo del primo piatto, un bicchiere di vino, un brindisi, poi il vuoto.
Quando riaprii gli occhi fu perché delle urla mi svegliarono, cercai di muovermi ma ero intontito e bloccato da due corde strette intorno ai polsi e legate a degli spuntoni che facevano breccia nella parete. Ciò che mi trovai davanti agli occhi fu come l’apocalisse, le urla che sentivo arrivare a pochi metri da me furono come delle stilettate che mi entravano nel cervello ignorando completamente la funzione dei timpani, dei fendenti che mi attraversavano il costato e si fermavano sempre più vicini al cuore, senza mai colpirlo completamente ma pungendolo continuamente.
Lei era lì, incatenata, con le lacrime agli occhi, i segni del suo tentativo di divincolarsi trasparivano dal sangue che scendeva dai polsi e le scorreva fin sulle spalle, urlava come una pazza, di dolore, di disperazione, il mio nome era intervallato da un “aiuto” ogni volta che lo pronunciava, ed io quasi più non la sentivo, non la guardavo, osservavo solo lui che la violentava, che la umiliava, che sorrideva ad ogni spinta e godeva di quella violenza ad ogni suo grido d’aiuto.
Ricordo poco, in sincerità, l’ultima immagine che mi viene in mente è quella riflessa nello specchio, quando iniziai finalmente a guardarmi intorno mi resi conto che avevo i piedi immersi in una pozza di sangue, delle corde strappate che penzolavano dai miei polsi, ed un qualcosa in mano che subito non realizzai cosa potesse essere, poi vidi lui, a terra, con un buco sul petto all’altezza della parte sinistra, e lì capii, quel “qualcosa” era il cuore che gli avevo strappato mentre ancora era vivo, mentre ancora provava a godere di quella sua sadica soddisfazione, non so se di più o di meno rispetto a quanto ho goduto io nello strappare quel frammento di vita dalle sue carni, la punizione per aver abusato della mia signora non poteva che essere la morte e la mia ricompensa per averla difesa non poteva che essere il suo muscolo più importante, quello che la vita ti concede quando batte e che la stessa vita ti toglie quando smette di farlo.
Lei si alza e mi abbraccia, mi sussurra qualcosa che io attribuisco ad un “grazie” ma poteva benissimo essere una frase più cruda, o addirittura fiera, di quella fierezza che solo un attimo di cattiveria ben giustificata può concedersi.
All’arrivo della polizia il calore delle corde lasciò spazio al freddo gelido del metallo delle manette, mi stavano portando via, stavo, forse per sempre, allontanandomi dalla mia signora, da colei che ho sempre amato, difeso, protetto, fino anche a immaginare di credere di poter sacrificare la mia vita, a furia di immaginarlo, lo avevo fatto, proprio qualche minuto prima.
La vidi allontanarsi, ogni mio passo erano anni luce di distanza che si frapponevano tra noi, ma nonostante la distanza vidi chiaramente, quel dettaglio, quel particolare, vidi lei allontanarsi con l’ombra di un beffardo sorriso, perfettamente stampato sul suo viso.
Ed iniziai a sorridere, sempre più lontano, sempre più consapevole di cosa fosse successo, e sempre più divertito, e contestualmente schifato, dell’inganno nel quale ero stato trascinato.
 
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martedì, 20 gennaio 2009

... ascoltando ...

Stamattina mi sono svegliato con questi versi nella testa :

" ... Ma l’amore non è mai
Le parole che userai
E’ un fermacapelli che andò
Perso e ritrovato poi
Era niente e adesso io
Col cuore e le mani vorrei
Sapere con i tuoi
Capelli come stai ... "

e, in automatico, qualcosa come un sorriso s'è affacciato sul mio volto ...

... poi, quasi per caso, la radio ha passato FreeLove dei Depeche

" ... If you've suffered enough
If you've suffered enough
I can understand what you're thinking of
I can see the pain that you're frightened of

And I'm only here
To bring you free love
Let's make it clear
That this is free love
No hidden catch
No strings attached
Just free love
No hidden catch
No strings attached
Just free love ... "

... e il sorriso è diventato beffardo ... e ... voglioso di sesso ... tanto ottimo sesso con questo pezzo sparato a palla in una stanza illuminata solo da qualche candela ...

... poi da un CD che credevo di aver dimenticato è uscito, quasi a sorpresa questo brano

" ... Back in the back
Of a cadillac
Number one with a bullet, I’m a power pack
Yes, I’m in a bang
With a gang
They’ve got to catch me if they want me to hang
Cause I’m back on the track
And I’m beatin’ the flack
Nobody’s gonna get me on another rap
So look at me now
I’m just makin’ my play
Don’t try to push your luck, just get out of my way .. "

grandi ACDC ....

... e quel sorriso è mutato in una smorfia di approvazione ... ed ho capito ...

come cosa ? semplice ... che è ora di cambiare auto ... !!!

 

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giovedì, 08 gennaio 2009

OVVIETA'

 

se mi mancherai ? beh ... ovvio

.

tanto ? beh ... ovvio

.

solo che ...

.

... mi vendicherò ? ovvio anche questo !!!

.

 

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mercoledì, 17 dicembre 2008

Auguri !!!!

Quella era la mia moto

e quelle che ti arriveranno nel culo saranno le mie bestemmie !!!

Pensaci bene ogni volta che le emorroidi ti fulmineranno, o quando il tuo pisello non si alzerà più, o ancora nel momento in cui ti spezzerai tutt'e due le gambe cadendo dalla suddetta moto ... in tutti questi, sfortunatissimi (per te) ma soddisfacenti (per me), episodi io sarò l'unico comune denominatore, io, con le mie bestemmie !!!

E non avrai scampo neanche quando nell'ennesimo tentativo di furto, cercherai di scavalcare una recinzione e le punte dell'inferriata ti entreranno nelle palle talmente a fondo che la tua voce inevitabilmente, cambierà tonalità.

Ecco ... in quel momento ... io eiaculerò copiosamente ...

Sempre che non ti becchi prima !!!

 

 

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lunedì, 15 dicembre 2008

Sab e Dom : gemelli siamesi

Questo week end è stato ufficialmente eletto da una giuria di professionisti come uno tra i più belli degli ultimi 6/7 anni. In verità nell'ultimo mese ne ho passati altri due, ugualmente splendidi e con un comune denominatore che chiamerò da adesso in poi "forza sfiziosa", e tutto questo nonostante ieri sera il Milan ne abbia presi 4 dalla Juve.

Non starò qui a raccontare nulla, certe emozioni sono così belle ed intense che condividerle è come renderle meno importanti, spiegarle è come cercare di voler trasmettere, a parole,  la bellezza del mare in una notte di luna piena, non puoi, devi vederlo.

Quindi soltanto un grazie, al padrone di casa, perfetto e disponibile oltre ogni immaginazione, alla patata che è stata davvero una piacevole sorpresa ed alla "forza sfiziosa" che ... beh ... io non ho parole, pensatene voi una qualsiasi, che riporti il concetto di "meraviglia" e completatevi la frase.

Solo un appunto : maledetti termosifoni !!!!!!

Buon inizio settimana a tutti

P.S.

non mi sono rincoglionito, è che certi pensieri puoi esprimerli soltanto in un modo

 

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sabato, 29 novembre 2008

E' COOL ... CAZZO SE LO E'

m'han portato in un posto orrendo, un posto  che, in un impeto di allegria mista a vino, a vodka e a non so cos'altro, il mio amico Fiorentino (no, non è di firenze, lui è di qui, non s'è vista la maiuscola ?), dicevo, il mio amico Fiorentino ha definito "cool" .. " cool " !! io ho pensato che, siccome siamo nel tempo delle cose veloci quel "cool" fosse l'estratto "americanizzato" (santi uomini gli americani, ci esportano sempre tutto e noi ce lo prendiamo eh, non siamo mica scostumati, se ti offrono qualcosa che fai ? non te la prendi ? è scortese) di "presa per il cool", perchè questo mi sembrava, una grande, evidente, sfacciata, irritante presa per il cool.

Uno peggio dell'altro, ed erano dovunque, dentro il locale a bere, fuori il locale a fumare, sopra il locale ad aggiustare il tetto e sotto il locale a controllar le fondamenta, così preoccupati del loro essere mediocri che, si sa, meglio darla un'occhiatina alle fondamenta, dovesse incazzarsi il signore con le corna qui sotto, ci mette nulla ad aprire un varco e spedirci in chissà quale buco di culo

E io mi guardavo intorno, notavo le unghia pittate di rosso fuoco delle donne, le loro borsette Louis Vitton, il loro modo di fumare, le guardavo e mi chiedevo "Ma dove cazzo sono capitato perdindirindina ?" (adoro pensare "perdindirindina" mi riempie un vuoto, mi colma lo spazio tra un pensiero ed un altro, ma non so perchè quando poi il mio cervello deve tradurlo in parole esce fuori sempre qualcosa di simile a "cazzo" o "porcaputtana", devo avere qualche difetto al chipset emozionale), dicevo, guardavo quei ragazzi, che saltavano da un gruppetto ad un altro mezzi ubriachi a parlare del nulla, e loro hanno questa capacità di riuscire a tradurlo, il nulla, in parole, incredibile, che il nulla a parole viene tradotto più o meno così "Oh, Eh, Ahahaha, Accendino ?, Chiama Francy e digli che arriviamo, Chiama Sciarpettina e digli che arriviamo, Broat, Bogart ? " cose di questo tipo insomma, cose da manicomio quindi.

Io cerco di bere questo vino che definire di merda sarebbe come dire che l'Alitalia ha giusto qualche debituccio, e nel frattempo penso, no, non penso, devo impormi di non pensare, perchè se lo facessi dovrei scomparire, per poi ricomparire dopo pochi minuti con una latta di benzina e dei fiammiferi

quindi

cerco con lo sguardo Fiorentino, mi ci avvicino e delicatamente gli dico " questo posto è cool ? ... a fiorentì ... ma vafancool va "

e mi allontano verso la macchina ... lasciando a piedi, oltre che lui, anche quella voglia di socializzazione che ogni tanto mi prende e mi porta in questi luoghi del nulla ... insomma, io preferisco "il niente" ... sopratutto quando lo canta Cammariere

" ... Non voglio dire niente
Ma il niente parla più di me
Quel niente che...
Quelle cose che erano
Particolari secondari e niente più ... "

" ... Ma l’amore non è mai
Le parole che userai
E’ un fermacapelli che andò
Perso e ritrovato poi
Era niente e adesso io
Col cuore e le mani vorrei
Sapere con i tuoi
Capelli come stai ... "

" ... Dell’amore vedo i tuoi
Orecchini tra di noi
Te con la camicia che è mia
Vedo un tavolo e noi su
Ti mangiavo mentre ti
Sfuggiva un bel verso che io
Potevo perdere
Non l’ho perso, ho perso te ... "

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sabato, 08 novembre 2008

Sceme da un pinzimonio

Ieri sera, non capitava da tanto, vado a teatro !!! c'era una piece chiamata "Scene da un matrimonio" di Bergman e ne ho approfittato per andare a passare una serata diversa.

Ebbene mi sono dovuto sorbire un elenco di stereotipate convinzioni sul matrimonio intervallate da momenti di deliri assurdi.

" Eravamo felici come un calciatore al quale hanno regalato le ginocchia nuove, eravamo giovani e belli come Beckham e la Adams, non si scopa più per cui io mi faccio un'amante di 15 anni più giovane con la quale arrivo a completare delle figure plastiche che neanche la Ferrari alle Olimpiadi e quindi scappo anche con lei, divorziamo, non divorziamo ... "  divorziamo o no ? non è che posso stare qui a perdere altro tempo, sono uno spettatore, è vero, ma ho anche io le mie cose da fare, devo finire di pestare le prugne, la marmellata non viene mica da sè " ... non divorziamo più, riproviamoci, ancora ... " e si unirono carnalmente come ai bei vecchi tempi dell'università !!!

Ci sono stati dei momenti interessanti, con dialoghi molto carini ma il pubblico per cosa ha applaudito ? per le due scene nelle quali lui prima la possedeva con violenza e poi la picchiava come fosse un sacco da boxe ... chicazzo lo addestra il pubblico, qualsiasi pubblico intendo, la De Filippi ?!?!?

Quindi il punto è : una volta sposati .... per favore .... continuate a scopare ... altrimenti il prossimo pezzo che andrò a vedere sarà solo una trasposizione teatrale di "Cara ti amo" di Elio e le storie tese

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martedì, 07 ottobre 2008

Perchè poi lo fai ....

" Sono stanco, mi rincresce dirlo, mi piange il cuore anche, ma è così : sono stanco, si può essere stanchi a 25 anni ? si ... può accadere, non c'è bisogno di fare tutta una vita disgraziata,  purtroppo basta passarneun paio, anche tre, di anni,  nello schifo più assoluto affinchè accada "Le parole di Davide mi girano in testa da un pò, hanno spostato il cervello e pogano da una parete all'altra come se fossero ad un concerto dei Blink182 ... non gli ho mai voluto dare ragione, mai, ma gli sono sempre stato vicino, del resto siamo cresciuti insieme, lui è stato sempre il mio completamento, irrequieto e stronzo io, calmo e freddo lui, due metà della stessa mela; forse per questo il primo giorno che ci siamo incontrati sul tappeto della palestra ce le siamo date di santa ragione, fino a quando non sono arrivati i nostri genitori a prenderci a calci; abbiamo fatto la fine dei bimbi che vogliono fare i duri, si atteggiano a grandi, e poi calano la testa nel momento in cui la madre li chiama dal balcone per salire a mangiare; avevamo 9 anni, nessun problema e due genitori (ciascuno) che speravano potessimo sfogare nelle arti marziali la nostra voglia di fare tanto casino; e la sfogavamo, tra di noi, ma la sfogavamo.
Davide aveva quello che pochi altri avevano, uno "stile", combatteva con calma sfruttando gli errori degli avversari, attanccando quando doveva difendersi, vederlo combattere era qualcosa di speciale, di unico, sembrava il vento che accompagnava i colpi degli avversari prima di scatenargli contro l'uragano, era fantastico mentre io ero l'opposto, ragionavo come se subito dopo ogni incontro (ufficiale o d'allenamento) avessi avuto Angelina Jolie che m'aspettava nuda nello spogliatoio, e se hai la Jolie che t'attende nuda nello spogliatoio è normale che vai un pelino di fretta no ? ed io andavo molto di fretta,
al punto che mi chiamavano "3 riprese", con tutta l'irruenza e la forza che infilavo in ogni movimento più in là della terza ripresa non andavo, o vincevo in quel lasso di tempo, oppure crepavo sotto la pressione di due polmoni che m'abbandonavano al mio destino troppo presto. A furia di darcele, tra me e Davide nacque un rispetto incredibile, che ci portò nell'arco di pochi mesi da quel primo scontro, a diventare amici per la pelle, lui era tutto quello che mi mancava e viceversa, questa è stata la ragione principaledel nostro affiatamento. Da quel giorno siamo cresciuti insieme, le scuole, le comitive, le risse, le sbornie, i primi amori, condividevamo tutto, lui era per me quello che, da piccolo, definisci l'amico del cuore,ma più semplicemente era il fratello che non ho mai avuto, un fratello maggiore, inizialmente perchè era più alto e grosso di me, poi con lo sviluppo, arrivarono i 13, poi i 14 ed infine i 15 anni, ed a quel punto le cose si invertirono, perchè diventai più alto e robusto di lui;in ogni caso per me rimaneva sempre il "fratello grande", del resto non è la robustezza fisica che conta, ma quella mentale, e lui è sempre stato più maturo di me, perfino quando i suoi si sono separati. La prese con "filosofia" ripeteva sempre : " Ciò che conta è che si rispettino per sempre, se non si amano più pazienza, non è mica un obbligo ?" no, non lo è, ma un figlio che soffre anche se non lo dà a vedere certo che lo è, e più di qualsiasi altra cosa;
ma non tutti sono, o cercano di essere, forti come lui, per il fratellino è stato diverso, Marco non ha retto ed una sera, era il suo compleanno, si è lanciato dal secondo piano gridando "Miwa lanciami i componenti" alla madre che lo guardava pietrificata, i componenti non sono mai arrivati e Marco ce lo portiamo nel cuore da ormai poco più di dieci anni; una parte di me è morta a poco a poco, annegata in quei bicchieri che Davide aveva preso a mandare giù continuamente.
"Michele, accompagnerai Davide in America quest'estate ? la nostra non è una domanda, è una richiesta, vorremmo che si allontanasse un pò da qui, dalla solita vita, vorremmo che si distraesse, ma senza di te è come mandarlo allo sbaraglio,e poi, senza di te, non andrebbe da nessuna parte, e lo sai".
E così partimmo insieme, lui portò, tra i bagagli, anche tutta la sua rabbia e la sua amarezza, il suo avercela contro questa vita reputata ingiustamente cattiva, era un fardello troppo pesante da portare in giro nei vicoli di certe città americane dove uno straniero può facilmente sbattere la faccia contro un muro di guai.
Le nostre giornate procedevano spedite, ormai ci conoscevano tutti nel quartiere Los Angeles sembrava non avesse segreti, il sorriso tornava a fare capolinea sul viso di Davide ed io, man mano che i giorni passavano, ero sempre meno "controllore" e sempre più "compagno di merende", come ai bei vecchi tempi.
Poi arrivarono delle ragazze, arrivò il Plastik, una banda incrociò il nostro cammino, lui non si fece da parte (non c'era abituato),  parole grosse, uno sparo, due, il sangue, la polizia, il buio.
Oggi ho 37 anni, vivo chiuso in queste convenzioni sociali che mi avvolgono sottoforma di un bel completo blu, quello che ero ha fatto spazio a quello che sono, gli anni passano ma le cose, le persone, le emozioni rimangono dentro di te sforzandosi continuamente di non essere dimenticate.
Sono al Gate di un aereoporto qualsiasi, in una città qualsiasi, in un giorno qualsiasi ad attendere un volo che non è qualsiasi, su quell'aereo c'è Davide, l'hanno scarcerato 5 giorni fa non so in base a quale cavillo legale, ed io sono qui ad aspettarlo, da solo, non sorprendendomi affatto che nessuno della sua famiglia sia qui con me a trepidare  nell'attesa che scenda da quel fottuto mezzo meccanico.
S'è fatto 12 anni per aver ucciso un uomo, quando la vita sembra migliorare ed andare per il verso giusto ecco che un gruppo di persone ti riporta con i piedi per terra,  sbattendoti sul muso quanto vivere e compiere determinate scelte possa essere difficile e tremendamente rischioso, perchè poi devi difenderti, perchè poi spunta una pistola e perchè poi la usi.
E' quasi identico a come l'avevo lasciato quella notte, in quel distretto.
Si avvicina e sorridendo mi dice "Non avevi proprio un cazzo da fare stamattina eh ?" lo abbraccio, senza dire nulla ci incamminiamo verso la macchina, sistema la sua roba dietro, mi guarda e mi fa "Stasera dove andiamo?", senza neanche guardarlo, sorrido e gli rispondo "A festeggiare!!!", perchè in fondo, certe cose, non possono e non devono cambiare mai, perchè in fondo ho un debito con lui, perchè in fondo, quella sera, fui io a premere il grilletto, e lui, non ha mai voluto accettarlo.
Davide morirà dopo 2 anni da quel giorno in quell'aereoporto, succederà mentre  guiderà una moto, 2 anni nei quali abbiamo vissuto, lavorato, e cazzeggiato insieme.
Davide era il mio amico, lo è oggi e lo sarà anche dopo che quell'imbecille gli avrà tagliato la strada, lui era il mio amico, e lo rimarrà per sempre.
Ci sono persone che non dimenticherai mai e poi ci sono gli amici, quelli veri.
Ciao Amico.

Dedicata a Lui ...

 

 

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mercoledì, 24 settembre 2008

Si .. ma .. de che ?!?!?

" Non capisco come facciano le persone a confidarsi con te, tu sei una bestia "

E' vero, sono una bestia, quando questo termine vuol dire pronunciare quelle parole che le persone non vogliono sentirsi dire, quando quest'espressione identifica delle risposte assolutamente oggettive, fredde e distaccate, quando per questo si mettono da parte le emozioni e si tende a rappresentare una realtà così come essa è e non come gli altri vorrebbero che fosse, allora si, sono una bestia, mi crescono peli dappertutto, le orecchie mi diventano a punta, gli incisivi crescono di qualche centimetro, gli occhi si iniettano di sangue e la mia voce diventa cupa e baritonale.

Ma, nonostante ciò, c'è sempre qualcuno che cerca il mio punto di vista, anche se questo cercare provoca in me un tripudio intestinale meravigliosamente forte, ed io, però, sono sempre pronto ad ascoltare, ma con tutta la buona volontà rimango comunque una bestia. E' normale ? chissà, le persone non lo sono, per cui, di conseguenza.

La cosa più singolare è che ultimamente sto assistendo ad un fenomeno eccezionale per continuità e varietà dei soggetti : " La trasmutazione degli atomi emozionali ", voi credevate che le uniche mutazioni potessero riguardare i virus, tipo l'aids che muta continuamente ogni volta che termina qualche miliardo di finanziamento ? ebbene no, o meglio, non solo.

Il fenomeno si manifesta in questo modo : c'è qualche pazzo che ha voglia di conoscerti un pò meglio, approfondendo, magari, una conoscenza scarna fino a farla diventare qualcosa di più concreto tipo una forma di amicizia, tu combatti la tua sofferenza iniziale (o difficoltà di aprirsi, chiamatela come cazzo volete), cerchi di essere più sincero, magari buttando qua e là tra qualche risata un paio di cazzi tuoi tanto per far capire che i problemi e le difficoltà ce l'hanno un pò tutti, e lì, dopo pochissimo, con una precisione degna del migliore orologiaio svizzero (o maestro cioccolataio, tanto fanno solo questo in Svizzera, a parte prendersi i soldi sporchi di tutto il mondo) arriva la richiesta di allontanarsi da te, si, avete capito bene, quando tu cerchi di aprirti, la controparte si tira indietro, quasi rifiutandoti, e tu rimani lì con una faccia appesa che è un misto tra la voglia di farsi 4 mojito di seguito, il dubbio di essere in una qualche forma di candid camera e un''incazzatura mista a cirrosi mista ad appendicite mista a prurito sparso mista a voglia impellente di passarti della carta vetrate sulle gengive spruzzando contemporaneamente dell'alcool etilico

E' un pò come quando compri un cane, lo prendi, ti piace, non hai altra voglia che coccolartelo, ma quando ti rendi conto che devi dargli da mangiare, scendere a pisciarlo e fargli i vaccini, l'iniziale gioia scompare come per incanto. " Figliolo porta giù il cane" ... "No papà, mi scoccio" ... "Bene, uccidi il cane !!"

Ci penso da tempo, sarò stato un cane in una vita passata ?!?!? mmmmmmm questo dilemma merita una bottiglia particolare, già, Brunello di Montalcino della tenuta Greppone Mazzi, stasera voglio proprio rovinarmi, affogherò le mie zampe .. ops .. pardon .. le mie mani e la mia bocca in questo stupendo vino.

Nel frattempo, magari, farsi meno seghe mentali ed apprezzare quello che la vita, ogni tanto, ci regala senza pensarci su troppo no ? è così difficile ? vivere intendo ... perchè a sopravvivere sono capaci tutti.

Ringrazio il libretto di garanzia della Volskwagen e cinico.net per la gloriosa clausola della "Trasmutazione dell'atomo" che porta al decadere della garanzia stessa.

 

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domenica, 21 settembre 2008

Enoteca spontanea

" Ciao aquila " ... mi dice con un tono di voce credo simile a quello di Maria Antonietta prima di salutare il boia ... " Oh, com'è?" gli rispondo con la tipica espressione di chi è più interessato alla stagione dell'amore dei procioni che all'interlocutore " Com'è ? è così, sono triste, mi sento svuotato " ... " Io te l'avevo detto di stare attento, a causa dei sentimenti ti ritrovi sempre con il culo all'aria "

" Come posso stare attento? come posso far finta che certe emozioni, certe gioie, certe sofferenze non esistano, ? come riesco ad ignorare ciò che ho dentro ? " ... " Semplice, ignorandole ! " ... " Tu parli così perchè sei un mostro, tu ti comporti così perchè, in realtà, forse, un cuore non ce l'hai davvero, del resto uno che si rifiuta anche di andare a trovare la nipote per una non meglio precisata questione d'orgolio, beh, cosa posso pretendere ! " ... " Prego? allora, punto primo, vaffanculo e fatti i cazzi tuoi, punto secondo, cosa cazzo credete tu e tutte le persone che continuamente mi rompono le palle a causa del mio modo di essere ? che io non abbia sentimenti ? certo che li ho brutto imbecille, semplicemente mi sforzo maledettamente di non farmi travolgere da loro, io non voglio fare la fine di chi, come te, si sveglia la mattina con l'occhio spento e rimane il giorno in balia degli eventi, ci sono stato già troppo in braccio a loro e so cosa vuol dire soffrire, attendere che accada qualcosa, restare lì inerte a non fare un cazzo; smettetela di mettervi su quel cazzo di piedistallo a pontificare sui sentimenti, se ne siete succubi fino a questo punto evidentemente non sapete neanche di cosa cazzo state parlando, e adesso fuori dalle palle, tra poco inizia Boston Legal "

" Ecco come fai, ti rifiuti di parlare di qualsiasi cosa riguardi te in quanto persona e non personaggio, mi chiedo ad un certo punto se tu sia stato realmente amato da qualcuno, se tu abbia realmente amato qualcuno " ... " Se è per questo ho anche sofferto, ma non lo saprai mai, certe cose sono mie e tali devono rimanere, se devo star male lo faccio nel silenzio della mia solitudine " ... " E funziona ? " ... " Beh, chi è quello sconvolto tra di noi ? " ... " Mi sono aperto, ho cercato di darle quelle attenzioni che merita, ma non sono stato ricambiato, vorrei parlarle, sentirla ridere, avere un contatto, ma mi rendo conto che sono soltanto io a cercarlo " ... " Bravo il mio coglionazzo fresco di giornata, cosa ti avevo detto io ? aprirti vuol dire mettere la persona che hai di fronte in una posizione di supremazia, permette a lei di comandare ed a te non resta che subire le sue decisioni, i suoi malumori, le sue gioie, come se tu dipendessi solo ed esclusivamente dal piede con il quale lei scende dal letto la mattina " ... " Ma questo non vuol dire amare ? " ... " mmmmmm no, questo vuol dire offrirle il culo ed un dildo di proporzioni disumane, amare, forse, potrebbe voler dire anche conservare un pò di dignità mettendo la persona che hai di fronte nella condizione di cercarti, altrimenti di cosa stiamo parlando ? di un senso unico di circolazione ? "

" Tu la fai troppo facile " ... " E tu la fai troppo da stupido, continua a regalarle quello che vuole senza pretendere nulla in cambio, questo massacro durerà fino a quanto lei avrà avuto tutto e tu non avrai più nulla da darle, è normale ? " ... " Credo di no " ... " Credi bene, prendi quella bottiglia lassù, no .. non quella, l'altra il Vitiano di Falesco, ecco pure i bicchieri ed il cavatappi, ok, beviamoci su, quantomeno te l'aggiusto io quella bocca impastata di sentimenti che hai "

" Ma io voglio averla, mi sento vivo quando provo qualcosa per qualcuno " ... " Azz, ti senti vivo perchè normalmente parti dalla situazione di "morto" ? bravo, allora fà una cosa, se stai realmente così fai come i tossici, smetti di assumere quelle sostanze, chiuditi in una stanza ed urla quando la crisi d'astinenza arriverà, perchè arriverà, e tu urla forte, sfogati, dopo una notte passata a soffrire vedrai che ti passerà tutto, sarai disintossicato da queste emozioni che ti rendono dipendente e sarai più attento in futuro a quello che prenderai "

" Quindi io sono una sorta di tossico ? di alcolista ? " ... " Si " ... " E tu ? lo sei mai stato ? " ... " Io ? bah, sicuramente, ma adesso preferisco dipendere dalle gioie della mia cantina, nessuna bottiglia si permetterà di farmi soffrire " ... " Questo non è vivere ! " ... " Questo è saper scegliere ! " ... " E tutto il resto ? " ... " Tutto il resto è noia ... cin cin " ... " Cin Cin "

Lo vidi ascoltarmi coprendosi il viso, lo vidi andare via con uno strano sorriso, perchè veniva sempre da me ?!? il vino buono ? la compagnia ? ma sopratutto, perchè cazzo io gli consentivo di sfogarsi ? bah, vabbè, dimmi tutto Danny Crane, sono a tua completa disposizione

 

postato da aquilaremota alle ore 13:32 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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Utente: aquilaremota
WOW .. un blog .. figo !!! .. adesso posso tirarmela con gli amici .. cosa volete sapere ? chi sono ? nessuno che possa interessarvi .. come sono ? beh .. sono così, irrequieto, non incline alla dolcezza, al cattivo gioco non faccio buon viso, anzi, faccio proprio la faccia di merda, sono prepotente, voglio avere sempre l'ultima parola (ma non sono un bambino ... no, no, no, no .. e no !!!), ho un umorismo cinicamente macabro che mi pone spesso davanti alla classica scelta : sprofondo o faccio finta di nulla ?!?!? ... insomma, sono una compilation di difetti e se t'avvicini a questo spazio ricordali bene, perchè di virtuale qui c'è solo quello ... sarà per questo che son single ?!?!? ma no ... magari è per il lavoro ... lavoro troppo ... dovrei farmene una ragione (se fossi single) ... ciò premesso (parlo io .. tu .. muto !!!) (ok!!) ... niente ... finisce qui ...


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